Pietro Milella

blog ufficiale.

domenica 28 settembre 2014

Ho un problema di fondo con i libri

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Il mistero dei libri

Mi sono sempre posto una domanda: come scelgo le mie letture, cosa mi spinge a dire: si è questo il libro che devi continuare, no quello abbandonalo?
E' una domanda a cui trovo difficile rispondere, soprattutto se penso che non ho letto molto, ma abbastanza, per poter giudicare un testo. Sta di fatto che a volte, anche se un autore è sinonimo di garanza, mi ritrovo a scaraventare una pio di libri infondo alla mia libreria.
Adoro Italo Calvino, e pian piano sto iniziando a collezionare e a leggere tutte le sue opere. Ho letto con piacere Il castello dei destini incrociati, Lezioni Americane, Le città invisibili, più estratti vari ed eventuali alla Feltrinelli, ma c'è proprio uno che non riesce proprio a piacermi: Se una notte d'inverno un viaggiatore.
Ho un problema di fondo con questo libro, ma purtroppo non riesco a capire qual'è. C'è qualcosa che mi blocca nella lettura e che continua a dire al mio cervello: “ ma non ti decidi a scaraventarlo dalla finestra?”
Onestamente l' ho fatto e poi mi sono sentito in colpa per Calvino e per la mia cultura personale, ma non potevo farci niente, il libro non mi piaceva per niente e non riuscivo a farmelo scendere proprio, ma mi è rimasto sempre e comunque quel quesito iniziale... Perchè devo abbandonare proprio quello?
Colleghi lettori e scrittori: aiutatemi e cercate di darmi una risposta.

giovedì 25 settembre 2014

Recensione. "Si alza il Vento" di Hayao Miyazaki

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 "S’alza il vento, bisogna tentar di vivere"
 Paul Valéry
Dopo aver scritto qualche recensione dei libri mi sono detto:" Perchè non provare con i film?", e finalmente eccola qui. Mi sento un recensore tutto fare ultimanete, quindi seguento la citazione che è in testa al post ho pensato: sfrutto questo vento che mi spinge a volare e a creare, per elevarmi sempre di più in questo spazio digitale pieno di blog e siti.

Si alza il Vento
Hayao Miyazaki
Studio Ghibli
★★★
Si alza il vento è l'ultimo capolavoro di Hayao Miyazaki per lo studio Ghibli. La storia narra l'incontro e l'amore tra due ragazzi Jirō e Nahoko, due giovani che si conoscono casualmente su un treno, e dopo quasi dieci anni si rincontrano ancora per caso su una collina, quando una follata di vento fa volare l'ombrello che usava la ragazza per proteggersi dal sole. Jirō non si ricorda di Nahoko e del loro incontro, mentre lei si. Dopo un breve momento di imbarazzo iniziale, i due ragazzi capiscono che tra loro sta nascendo qualcosa, e intraprendono una relazione ostacolata però dal lavoro di Jirō come progettista e dalla tubercolosi che affligge Nahoko. Nonostante ciò, grazie alla sua ragazza, che in seguito diventerà sua moglie, e grazie anche alla sua tenacia, il ragazzo riuscirà a realizzare il suo sogno. Accanto a questa trama, incentrata sulla storia d'amore, si sviluppa la storia di Jirō, che sin da bambino insegue il sogno di voler diventare un progettista di aerei.
Il film, ad un primo impatto può risultare lungo, pesante ed estenuante, considerando che è un film d'animazione, ma se ci si approccia alla visione secondo la filosofia giapponese, e conoscendo lo stile dello Studi Ghibli, si possono trovare molte chiavi di lettura interessanti sotto diversi aspetti.
I disegni sono fatti a mano e impeccabili in ogni singolo dettaglio, dai lacci delle scarpe fino alla rifinitura del kimono di Nahoko. Anche la colonna sonora è prodotta in modo magistrale e il sonoro, e a differenza di tutti i film di animazione moderni, ha una ripresa in mono, in modo da esaltare solo i suoni scelti dal regista, come da lui stesso dichiarato.

martedì 23 settembre 2014

Recensione "Percy Jackson e gli Dei dell`Olimpo - Il ladro di Fulmini" di Rick Riordan

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Dopo la lettura di qualche ebook, sono ritornato sulla carta stampata, e mi sono deciso ad iniziare la saga di Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo.
Ero abbastanza scettico e prevenuto su questo libro, soprattutto perchè pensavo fosse il classico fantasy per bambini in fase di crescita, ma mi sono ricreduto, in quanto mi sono trovato davanti un vero e proprio romanzo di formazione in tutti i sensi.

Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo - Il ladro di Fulmini
Rick Riordan
Oscar Mondadori
★★★★★
Percy Jackson, è un ragazzino, che di anno in anno, cambia scuola poiché ne combina sempre una, a causa del suo essere iperattivo,e non riesce ad ottenere otimi risultati soprattutto per la sua dislessia. Non sa però che questi sono i sintomi dalla sua natura da semi dio; mezzo uomo e mezzo dio, un po' come Ercole. Nel corso del romanzo il giovane scoprirà la verità e senza nemmeno avere la possibilità di imparare a gestire i suoi poteri e le sue abilità, partirà in missione, per cercare la folgore di Zeus, il fulmine primordiale, che qualcuno ha rubato dal monte Olimpo. Assieme a lui ci saranno Annabeth e Grover, la prima semi dio figlia di Atene, mentre il secondo è un satiro, che ha il compito di proteggerlo e di seguirlo nelle missioni.
La trama del romanzo è ben delineata, strutturata e coerente, e riesce a condurre il lettore, specie il lettore detective come me, piano piano verso la soluzione del mistero che avvolge il romanzo; ovviamente non sono esclusi i colpi di scena e gli stravolgimenti che rendo la storia più interessante e accattivante.
Il punto forte di questa saga è certamente l'aver riportato il mondo degli dei dell'antica Grecia ai tempi nostri, mostrando come, nonostante siano passati duemila anni, anche gli dei commettono sempre gli stessi errori, andandosene a zonzo e generando figli, e litigando costantemente.

Richard Russell "Rick" Riordan jr è è uno scrittore statunitense.Dopo aver insegnato inglese e storia, si dedica a tempo pieno alla scrittura. Diventa noto con la saga Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo. Tra le altre saghe ricordiamo The Kane Chronicles e Eroi dell'Olimpo.
 

lunedì 22 settembre 2014

Guardare i Telefilm è Arte

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Più o meno uno dei miei stati quando guardo la TV

Settembre e si ricomincia a lavorare, anzi ho mai smesso di farlo? Ormai sono 4 anni che mi chiedo se mi sono mai preso delle ferie dal mio hobby: guardare le serie tivvù.
Per molti guardare un telefilm è un semplice passatempo, e c'è chi si riduce ad uno o due, al massimo tre, giusto per avere qualcosa da fare. Io invece ho un bel malloppo che dovrò portarmi dietro per tutto l'autunno l'inverno e la primavera
Il mio problema, anzi il mio lavoro, non è tanto guardare le serie, ma leggere tra le righe, analizzare gli attori, i personaggi e le storie che li contornano.
Guardare una serie è un'arte che si affina con il tempo e con l'esperienza. Sono un po' saccente, ma a volte mi stupisco dell'ignoranza di chi guarda le serie TV.
“Beh dai è un prodotto abbastanza valido c'è la firma di Tom Verica e Shonda Rhimes” e la gente ti guarda tipo O.o come se stessi parlando di fisica nucleare.
Cavolo, penso io e che vi spacciata a fare per divoratori di serie, quando poi se si entra nel merito, e non sapete nemmeno di cosa si parli?
Ok, quello di sopra era uno sfogo, forse rivolto a qualche persona che gira attorno a me, meglio se ora ritorno a scrivere qualcosa che mi compete di più.
Il mese di settembre e il mio imminente lavoro che sarà quello di recensore e redattore sui SerieTVAddicted e Il mio Comodino è pieno di Telefilm
Buon lavoro a me.

lunedì 15 settembre 2014

Classiche giornate di settembre

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Alzi gli occhi al cielo e ti ritrovi la perfetta giornata di settembre che quasi sempre descrivi nei tuoi libri e nei tuoi racconti. Il vento che ti accarezza la pelle, il sole che bacia la tua fronte e il tepore che ti avvolge lentamente lasciandoti una sensazione di fresco, ma con un tocco di calore. É la classica giornata che tutti aspettano, e alzando la testa al cielo, mentre hanno nelle orecchie la prima canzone a riproduzione casuale, immaginano i nuovi propositi per il buco anno scolastico e accademico, mentre alle loro spalle iniziano a cadere le prime foglie 

venerdì 12 settembre 2014

Undress By The Past

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Alla fine dai, siamo cresciuti...

Ma alla fine, non so nemmeno io cosa dire, scrivere o fare in questo momento, perchè la mia mente è vuota, paralizzata, senza una possibilità di reagire. C'è solo una certezza: non mi trovo davanti a nessun bivio,e continuerò per la mia strada.
Mi sento come nel finale di streghe, quando Phoebe inizia a scrivere la loro storia nel libro delle ombre.
Mi trovo a dover fare un resoconto e un bilancio della mia vita.
Onestamente: si chiude in positivo.
Mi sono liberato di una grossissima zavorra e l ho scaricata nei sotterranei della mia vita per sempre.
Ci vuole molto tempo per capire, per comprendere, per raccogliere i pezzi e metterli tutti insieme, ma alla fine i risultati si ottengono.
Non so se è l'influenza del romanzo che sto leggendo in questi giorni, ma mi sento come un Dio Greco, con una tunica bianca, pronto a scendere in battaglia.
Atena, Zeus, Era, Ares, Nettuno... Un po' tutti e un po' nessuno.
Ho solo una certezza in questo momento: sto...
Beh a breve lo scoprirete.

giovedì 11 settembre 2014

Recensione. "Destino di un amore" di Linda Bertasi

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Ho trovato questo fantastico libro, per caso, mentre giravo sul profilo di una mia collega, e dopo averlo visto in offerta su Amazon, ho deciso di acquistarlo.
E' il primo romanzo rosa che ho letto fino ad oggi, e devo dire, che mi ha letteralmente sorpreso.

Destino di un Amore
Linda Bertasi
Amazon Edition
★★★★
Le vicende di "Destino di un amore", si svolgono tra Parigi, Ferrara, e Milano, tre splendide città che nonostante la loro grandezza, riescono a fare incontrare e rincontrare, sempre e comunque i due protagonisti. In questo romanzo, come dice il titolo stesso, e proprio il destino che gioca con i due protagonisti spingendoli sempre e comunque nella stessa direzione, nonostante provengano da due strati sociali diversi. 
I protagonisti sono Philippe e Francesca, due ragazzi che casualmente si incontrano a Parigi. Lei è in viaggio con le sue amiche, mentre lui vive lì con la sua famiglia. Tra coincidenze, incontri casuali, e baci rubati, i due ragazzi inizieranno la loro storia d'amore; ma come sempre c'è di mezzo il destino...
L'autrice, che all'epoca era al suo primo romanzo, è stata in grado di plasmare, e dare vita a personaggi, quasi reali, a volte palpabili, e così vicini al lettore, tanto da indurlo a pensare che ogni singola scena si stia svolgendo davanti ai suoi occhi.
Lo stile del romanzo è accattivante e incalzante, e spinge il lettore, pagina dopo pagina ad andare avanti fino alla fine.

Linada Bertasi nasce nel 1978.
Appassionata di storia e letteratura inglese, sviluppa sin dalla tenera età una spiccata predisposizione per le materie umanistiche.
Scrive sotto pseudonimo sul sito Scrittori Emergenti e, qui, una delle sue poesie Un bel paio di scarpe viene utilizzata dal coreografo Rossi in una rappresentazione teatrale.

lunedì 8 settembre 2014

Tradito da un'amica

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Gli scherzi degli amici

Arrivi in un momento della tua vita, e guardando con occhio malinconico al passato, ti ritrovi con un pugno di sabbia in mano.
Guardano il tuo presente, e rapportandolo al passato, ti accorgi che tutto quello che avevi immaginato, o che credevi fosse reale, in realtà era solo una brutta illusione.
Cresci, ridi, piangi, soffri, corri e condividi, attimi e giornate con qualcuno. Poi con un battito di ciglia tutto scompare.
Pensavi di essere la persona che la ascoltava, che la capiva, e che c'era sempre per lei, e poi quando hai bisogno ti ritrovi abbandonato, da solo in una buia strada di campagna, a metà tra l'amicizia e la falsità.
Ho sbagliato io a credere o hai sbagliato tu ad illudermi?

sabato 6 settembre 2014

Autocritica con analisi

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Autocritica con analisi

Mi sono chiamato lo scrittore schizofrenico, ho scelto io questo nome, e onestamente non mi pento di niente. Ma mi domando: E' mai possibile che io non riesca a scrivere?
Ho iniziato, a lavorare su qualcosina, ma il mio problema è scrivo scrivo e scrivo. Ma come scrivo? Scrivo bene? In modo fluido e incalzante, o sono piatto come l'elettrocardiogramma di una persona che ha appena esalato il suo ultimo respiro?
Mi interrogo sempre sulle mie scelte e sul mio modo di fare. Sono sempre autocritico, e mi rimetto sempre e comunque in discussione, anche se a volte so di avere ragione. Chissà forse è proprio questo che mi blocca e non mi permette di andare avanti.

giovedì 4 settembre 2014

Recensione. "Waiting Room" di Bianca Rita Cataldi

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Eccomi alla mia prima recensione on-line. Inizio con questo libro perchè è l'ultimo che ho letto in ordine di tempo, ma anche perchè l'autrice del romanzo Bianca Rita Cataldi, è beh, una persona che conosco da quasi dieci anni. Forse è anche grazie a lei, e alla sua continua persuasione se mi ritrovo qui, su questa piattaforma a scrivere per i pochi lettori che mi seguiranno.


Waiting room
Bianca Rita Cataldi
Butterfly Edizioni 
★★★★★
L'intero romanzo, si svolge nella sala d'attesa di un dentista dove la vecchia Emilia, affascinata da una ragazza che scarabocchia in modo compulsivo sul suo taccuino, inizia il suo viaggio sul viale dei ricordi, nella Bari degli anni 20, quando era una giovane ragazza, piena di vita, solare e innamorata.
Emilia è l'ultima figlia di una famiglia numerosa, e sogna di diventare una docente di lettere. La sua determinazione e la sua voglia di emanciparsi, soprattutto da quelle che erano la società e la famiglia del tempo, sono accentuate dall'incontro con Angelo, un suo lontano cugino, del quale lei si innamorerà.
Noi faremo la rivoluzione”, le disse Angelo un giorno e così fu, sebbene però il destino aveva progetti diversi per loro.

Lo stile di Bianca, è leggero fluido ed ipnotico. A volte sembra che l'autrice assecondi i lettori, creando una certa empatia, e guidandolo in tutto il romanzo senza mai farlo stancare e senza risultare noiosa e retorica. Un ottimo romanzo per chi ha voglia di distaccarsi dalla solita routine.

Bianca Rita Cataldi è nata nel 1992 a Bari, dove frequenta la facoltà di Lettere e studia pianoforte in conservatorio. Finalista al Premio Campiello giovani 2009, ha esordito nel 2011 con il romanzo “Il fiume scorre in te” (Booksprint Edizioni). Waiting Room, finalista della II edizione del premio Villa Torlonia, è il suo secondo romanzo.

mercoledì 3 settembre 2014

Chissà cosa mi aspetterà lungo questa strada

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Chissà cosa mi aspetterà lungo questa strada


I’ve been gone in the dark in the shadows
Been afraid to throw my heart in the battle
Yesterday felt the weight of the shackles
Not anymore, not anymore.

Finalmente ci sono anche io in rete. Erano mesi, che progettavo il mio arrivo su una piattaforma web.

Diario di uno scrittore schizofrenico”, è il titolo che ho scelto in queste ultime, o forse prime giornate di caldo di fine agosto. La scelta è stata abbastanza facile, quasi intuitiva, anzi d'impulso.

Diario, perchè adoro scrivere di tutto e di più, ma senza costanza.
Schizofrenico, perchè è quello che sono. Si io sono schizofrenico. Inizio una cosa con un'idea, magari super geniale, e poi l'abbandono lì in un angolino, e magari la perdo anche.
Lo scopo del blog è raccontare il mio viaggio, nel mondo della scrittura e della lettura, magari scambiando pareri e consigli con con altri autori che girano su questa piattaforma.
Il mio post, il primo per oggi, si chiude qui, con questa canzone che mi ha ispirato, e non poco, ad aprire questo blog.


I wanna feel, I wanna feel
For once in my life I’m gonna let go
For once in my life I’m gonna do it for me
This is the time I’ve been waiting for
Strip it all away, I’m on a crave
For once in my life


(Melanie Brown – For Once In My Life)