Pietro Milella

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sabato 2 luglio 2016

Recensione "Now you see me 2"

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Now You See Me 2
Jon M. Chu
Lionsgate, Summit Entertainment
★★★
I Quattro Cavalieri affrontano una seconda avventura portando in tutto il mondo l'illusione a nuove vette di stupore. Un anno dopo aver ingannato l'FBI e aver conquistato il favore del pubblico con i loro spettacoli di magia alla Robin Hood, gli illusionisti ritornano con una nuova performance, nella speranza di smascherare le pratiche immorali di un magnate della tecnologia. L'uomo dietro il loro ritorno è Walter Mabry, un prodigio della tecnologia che minaccia la vita e la reputazione dei Cavalieri agli occhi del mondo. La loro unica speranza è di mettere in scena una spettacolare esibizione senza precedenti per riabilitare il loro nome e rivelare la mente dietro al complotto.

Now you see me 2” finalmente è arrivato nelle sale cinematografiche e con grande sorpresa è stata una leggera delusione. Non mi ha per niente entusiasmato come il primo capitolo della saga, poiché come tutti i seguiti ha perso qualcosa nel voler tentare di fare qualcosa in più rispetto al primo capitolo. Certo, se lo si considera una storia a sé rispetto al primo, si potrebbe salvare qualcosina in più, come alcuni aspetti della trama che hanno stonato e non poco.
La storyline del film è sulla falsa riga del primo, ma con un sapore di continuità che sin dalle prime battute sembra promettere un maestoso sequel, che si spegne pian piano con il dissiparsi della storia. Non mancano certamente i colpi di scena come nel film precedente, ma si sente molto la mancanza della protagonista femminile che aveva caratterizzato il primo capitolo: Henley Reeves (Ilsa Fisher) a causa della sua gravidanza l’attrice non ha potuto prendere parte alle riprese del secondo film pertanto è stato aggiunto alla trama il personaggio di Lula May (Lizzy Caplan).
Nel film i quattro cavalieri, cinque se si conta il poliziotto, sono ormai una leggenda in tutto il mondo, ma anche una spina nel fianco per Thaddeus, l’uomo che hanno rinchiuso in prigione alla fine del primo film. Si ritrovano a dover aspettare gli ordini dell’Occhio, senza mai concretizzare uno spettacolo vero e proprio e un loro ritorno in scena. Ma uno strano avvenimento, manipolato da più menti del crimine riesce a riportarli in scena e persino a beffarli rendendoli vittime di una trappola ben orchestrata dai loro vecchi nemici.
A volti noti dei protagonisti si aggiungono Walter Mabry (Daniel Radcliffe), che interpreta il figlio di Arthur Tessler, e Chase Mckinney fratello gemello di Merrit (sempre interpretato da Woody Harrelson).
Complessivamente il film e la trema prendono 4/5, sebbene ci siano stato multi punti discutibili, che ahimè sono stati salvati soprattutto dalla magnifica colonna sonora.


venerdì 2 gennaio 2015

Recensione "Big Hero 6"

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"You have sustained no injuries. 
However, your hormone and neurotransmitter 
levels indicate 
that you are experiencing mood swings, 
common in adolescence. Diagnosis: puberty."
Baymax

E finalmente anche quest’anno, per Natale mi sono concesso, anzi mi hanno regalato un biglietto per il cinema, e il mio primo pensiero è stato: “Andiamo a vedere Big Hero 6!”. Onestamente ero un po’ scettico, visto soprattutto il trailer, e il fatto che fosse tratto da un fumetto, ma in realtà la storia e i personaggi mi hanno sorpreso tantissimo, e sono rimasto letteralmente a bocca aperta.

Big Hero 6
  • Chris Williams
Disney
★★★ 
La storia si svolge nella tecnologica città di San Fransokyo dove vivo i due fratelli Hiro Hamada, e Tadashi. Sia Tadashi che Hiro sono due ragazzi geniali, che amano costruire nuove tecnologie e nuovi robot. Una delle ultime creazioni di Tadashi, è Baymax, un robot infermiere che analizza e cura le persone, mentre Hiro si diletta creare i Microdot, piccoli Geomag che grazie all’impulsi celebrali di chi li comanda riescono a creare qualsiasi forma e a fare qualsiasi cosa. La morte di Tadashi, in un incendio doloso, porterà il piccolo Hiro verso lo sconforto, e quando scoprirà che tutto ciò che è successo è colpa di qualcuno, cercherà vendetta per il fratello. Come spesso accade i classici Disney danno la possibilità ai più piccoli di poter imparare sempre qualcosa, sia a livello familiare che a livello di amicizia, e anche in questo nuovo classico, la casa produttrice non si smentisce, tanto da portare lo spettatore a comprendere quando possa essere forte l’amore per un fratello e il desiderio di vendetta, forse troppo cruenta, che si placherà grazie all’aiuto degli amici sempre e comunque presenti, che fanno da grillo parlante. Molto interessante, sotto il profilo critico è sicurmante il rapporto che instaura tra Hiro e Baymax, che pian piano riescono ad interagire e a far coincidere i loro interessi. L'essere robot di Baymax, non condizionerà per niente la sua morale, o meglio la morale che gli ha impiantato Tadashi, quando lo ha costruito, poichè riuscirà ad essere un punto fermo, e un vero amico per il piccolo Hiro. I co-protagonisti, o meglio gli aiutanti del protagonista, soprattutto in questa storia non hanno molto spazio, a parte l'interagire e l'aiutare il ragazzo.

giovedì 25 settembre 2014

Recensione. "Si alza il Vento" di Hayao Miyazaki

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 "S’alza il vento, bisogna tentar di vivere"
 Paul Valéry
Dopo aver scritto qualche recensione dei libri mi sono detto:" Perchè non provare con i film?", e finalmente eccola qui. Mi sento un recensore tutto fare ultimanete, quindi seguento la citazione che è in testa al post ho pensato: sfrutto questo vento che mi spinge a volare e a creare, per elevarmi sempre di più in questo spazio digitale pieno di blog e siti.

Si alza il Vento
Hayao Miyazaki
Studio Ghibli
★★★
Si alza il vento è l'ultimo capolavoro di Hayao Miyazaki per lo studio Ghibli. La storia narra l'incontro e l'amore tra due ragazzi Jirō e Nahoko, due giovani che si conoscono casualmente su un treno, e dopo quasi dieci anni si rincontrano ancora per caso su una collina, quando una follata di vento fa volare l'ombrello che usava la ragazza per proteggersi dal sole. Jirō non si ricorda di Nahoko e del loro incontro, mentre lei si. Dopo un breve momento di imbarazzo iniziale, i due ragazzi capiscono che tra loro sta nascendo qualcosa, e intraprendono una relazione ostacolata però dal lavoro di Jirō come progettista e dalla tubercolosi che affligge Nahoko. Nonostante ciò, grazie alla sua ragazza, che in seguito diventerà sua moglie, e grazie anche alla sua tenacia, il ragazzo riuscirà a realizzare il suo sogno. Accanto a questa trama, incentrata sulla storia d'amore, si sviluppa la storia di Jirō, che sin da bambino insegue il sogno di voler diventare un progettista di aerei.
Il film, ad un primo impatto può risultare lungo, pesante ed estenuante, considerando che è un film d'animazione, ma se ci si approccia alla visione secondo la filosofia giapponese, e conoscendo lo stile dello Studi Ghibli, si possono trovare molte chiavi di lettura interessanti sotto diversi aspetti.
I disegni sono fatti a mano e impeccabili in ogni singolo dettaglio, dai lacci delle scarpe fino alla rifinitura del kimono di Nahoko. Anche la colonna sonora è prodotta in modo magistrale e il sonoro, e a differenza di tutti i film di animazione moderni, ha una ripresa in mono, in modo da esaltare solo i suoni scelti dal regista, come da lui stesso dichiarato.