lunedì 4 luglio 2016
Recensione "E se per caso"
“E se per caso” ti ritrovi sulla
tua home un libro con un titolo così, innocuo, ma accattivante apri il link e
lo scarichi da Amazon sul tuo Kindle e lo leggi in men che non si dica.
L’autore del racconto è il
giovane Gabriele del Buono, un ragazzo di origini baresi che ha tra le tante
passioni quella della scrittura. Nel mese di giugno 2016 ha pubblicato il
racconto breve: “E se per caso”. Lo si può definire un racconto breve nella
piena accezione del termine, sebbene sia molto pieno di emozioni e di piccoli
dettagli condensati con abile maestria nelle 30 pagine che racconta la storia
d’amore tra Nana e Romeo. Ci si ritrova a leggere l’intero romanzo in poco meno
di un’ora soprattutto perché è la storia che lo rende possibile.
Non mi soffermo suoi dettagli
della storia per il semplice fatto che la sua fluidità, ma soprattutto la
sua immediatezza, la rendono così semplice e genuina da lasciare il lettore
senza parole. Tu conoscerai già il finale nella tua mente, ma fino all’ultimo
non saprai mai immaginarlo in maniera perfetta se non con le parole e le
immagini trasmesse dall’autore. Anche lo stile dell’autore influisce molto su
questo aspetto, poiché la sua estrema capacità di sintesi permette al libro di
catturare sin da subito l’attenzione del lettore senza distoglierlo dalla
storia.
E se per caso
Gabriele Del Buono
Officina delle nuove penne | La liberia segreta
★★★★★
Nana e Romeo si conoscono per caso in una sera di primavera all'osservatorio comunale. Nasce una storia d'amore inaspettata per entrambi, che sei mesi dopo viene stravolta da un evento che potrebbe dividerli per sempre. I due protagonisti, adolescenti, dovranno compiere delle scelte, e lottare per quello che hanno costruito insieme.
E se per caso
Gabriele Del Buono
Officina delle nuove penne | La liberia segreta
★★★★★
Nana e Romeo si conoscono per caso in una sera di primavera all'osservatorio comunale. Nasce una storia d'amore inaspettata per entrambi, che sei mesi dopo viene stravolta da un evento che potrebbe dividerli per sempre. I due protagonisti, adolescenti, dovranno compiere delle scelte, e lottare per quello che hanno costruito insieme.
sabato 2 luglio 2016
Recensione "Now you see me 2"
Now You See Me 2
Jon M. Chu
Lionsgate, Summit Entertainment
★★★★
I Quattro Cavalieri affrontano una seconda avventura portando in tutto il mondo l'illusione a nuove vette di stupore. Un anno dopo aver ingannato l'FBI e aver conquistato il favore del pubblico con i loro spettacoli di magia alla Robin Hood, gli illusionisti ritornano con una nuova performance, nella speranza di smascherare le pratiche immorali di un magnate della tecnologia. L'uomo dietro il loro ritorno è Walter Mabry, un prodigio della tecnologia che minaccia la vita e la reputazione dei Cavalieri agli occhi del mondo. La loro unica speranza è di mettere in scena una spettacolare esibizione senza precedenti per riabilitare il loro nome e rivelare la mente dietro al complotto.
“Now you see me 2” finalmente è arrivato nelle sale cinematografiche e con grande sorpresa è stata una leggera delusione. Non mi ha per niente entusiasmato come il primo capitolo della saga, poiché come tutti i seguiti ha perso qualcosa nel voler tentare di fare qualcosa in più rispetto al primo capitolo. Certo, se lo si considera una storia a sé rispetto al primo, si potrebbe salvare qualcosina in più, come alcuni aspetti della trama che hanno stonato e non poco.
Jon M. Chu
Lionsgate, Summit Entertainment
★★★★
I Quattro Cavalieri affrontano una seconda avventura portando in tutto il mondo l'illusione a nuove vette di stupore. Un anno dopo aver ingannato l'FBI e aver conquistato il favore del pubblico con i loro spettacoli di magia alla Robin Hood, gli illusionisti ritornano con una nuova performance, nella speranza di smascherare le pratiche immorali di un magnate della tecnologia. L'uomo dietro il loro ritorno è Walter Mabry, un prodigio della tecnologia che minaccia la vita e la reputazione dei Cavalieri agli occhi del mondo. La loro unica speranza è di mettere in scena una spettacolare esibizione senza precedenti per riabilitare il loro nome e rivelare la mente dietro al complotto.
“Now you see me 2” finalmente è arrivato nelle sale cinematografiche e con grande sorpresa è stata una leggera delusione. Non mi ha per niente entusiasmato come il primo capitolo della saga, poiché come tutti i seguiti ha perso qualcosa nel voler tentare di fare qualcosa in più rispetto al primo capitolo. Certo, se lo si considera una storia a sé rispetto al primo, si potrebbe salvare qualcosina in più, come alcuni aspetti della trama che hanno stonato e non poco.
La storyline del film è sulla
falsa riga del primo, ma con un sapore di continuità che sin dalle prime battute
sembra promettere un maestoso sequel, che si spegne pian piano con il
dissiparsi della storia. Non mancano certamente i colpi di scena come nel film
precedente, ma si sente molto la mancanza della protagonista femminile che
aveva caratterizzato il primo capitolo: Henley Reeves (Ilsa Fisher) a causa
della sua gravidanza l’attrice non ha potuto prendere parte alle riprese del
secondo film pertanto è stato aggiunto alla trama il personaggio di Lula May
(Lizzy Caplan).
Nel film i quattro cavalieri,
cinque se si conta il poliziotto, sono ormai una leggenda in tutto il mondo, ma
anche una spina nel fianco per Thaddeus, l’uomo che hanno rinchiuso in prigione
alla fine del primo film. Si ritrovano a dover aspettare gli ordini
dell’Occhio, senza mai concretizzare uno spettacolo vero e proprio e un loro
ritorno in scena. Ma uno strano avvenimento, manipolato da più menti del
crimine riesce a riportarli in scena e persino a beffarli rendendoli vittime di
una trappola ben orchestrata dai loro vecchi nemici.
A volti noti dei protagonisti si
aggiungono Walter Mabry (Daniel Radcliffe), che interpreta il figlio di Arthur
Tessler, e Chase Mckinney fratello gemello di Merrit (sempre interpretato da Woody Harrelson).
Complessivamente il film e la trema
prendono 4/5, sebbene ci siano stato multi punti discutibili, che ahimè sono
stati salvati soprattutto dalla magnifica colonna sonora.
giovedì 17 settembre 2015
Recensione. "Stryx" di Connie Furnari
Molto spesso sottraiamo del tempo prezioso ad una delle
nostre passioni preferite: la lettura. E così dopo mesi di silenzio e di
letture accademiche, per la preparazione degli esami universitari, mi sono
deciso a riprendere in mano il mio Kindle e per ricominciare al meglio ho
scaricato questo fantastico libro: Stryx il marchio della strega. Inizialmente
ero molto scettico soprattutto poiché molti dipingevano l’autrice come una semplice
autrice self, senza arte nè parte… ed invece è stata una vera e propria
scoperta.

Stryx
Connie Furnari
Self Publishing
★★★★Self Publishing
Il libro narra la storia di due Sorelle streghe, che ritornano a Salem dopo alcuni secoli di assenza. Sarah, protagonista della storia insieme a sua sorella Susan, anch’essa strega ritorna nella sua città natale, per cercare di vivere una vita normale, ma l’incontro con Scott, e tutte le dinamiche che ruotano attorno alla sua vita, la porteranno a dover sempre e comunque fare i conti con la magia, e soprattutto con l’interminabile faida tra streghe e cacciatori. Il romanzo, per alcuni tratti può risultare molto scontato e prevedibile, ma c’è sempre un quid, che riesce a svoltare la storia e la dinamica degli avvenimenti. L’autrice è stata molto brava nel costruire i capitoli ambientati nel XVII secolo, poiché aggiungono, come un conta gocce, informazioni di cui il lettore sarà di volta in volta sempre più avido. A discapito della trama, uno dei personaggi che il pubblico potrebbe sicuramente amare e la cinica, e peperina Susan.
Lo stile dell’autrice è molto sciolto e dinamico e riesce a
rendere, anche le scene più drammatiche in modo quasi perfetto. Vi consiglio di leggere assolutamente
questo stupendo eBook, e soprattutto di lasciarvi trasportare nel suo mondo. Per un attimo, infatti, mi sono sentito uno dei tanti cacciatori che assistevano all'incantesimo finale delle due sorelle; personalmente è una delle mie scene preferite, soprattutto sotto l'aspetto stilistico e descrittivo, sebbene la tutina di Susan in stile Oops i did it again è imbattibile. La magia esiste, solo nei libri, ma la Furnari è riuscita a portarla anche nella realtà.
martedì 6 gennaio 2015
Recensione "Isolde non c`è più" di Bianca Rita Cataldi
Anche questa volta mi ritrovo tra i file del mio Kindle un
libro della bravissima Bianca Rita Cataldi. Oggi vi parlerò del fantastico
e-book: “Isolde non c’è più”. Come già sapete conosco l’autrice da diversi
anni, ma questo post, e questa recensione non sono minimamente influenzati dal
mio rapporto “interpersonale” con Bianca.
Isolde non c'è più
Bianca Rita Cataldi
Amazon Edizioni
★★★★★Amazon Edizioni
Isolde non c’è più, narra le vicende del giovane Golvan, un
ragazzo alle prese con i suoi problemi adolescenziale, e della sua migliore
amica, Isolde, un ragazza di sei anni più grande di lui. Il loro è un rapporto
speciale che si snoda nel tempo e nello spazio. Sin dal primo incontro tra i
due ragazzi nasce una certa chimica, che però si evolve in una semplice
amicizia. Inizialmente sembra un rapporto unilaterale, dove solo il giovane
Golvan si confida con la ragazza, mentre Isolde, con la sua storia, il suo
passato e i suoi problemi sono un totale mistero. Golvan preso da questa
amicizia, si confida in tutto e per tutto con la ragazza, dimenticandosi molto
spesso di lei e dei suoi problemi. Un giorno però Golvan si accorge che Isolde non
c’è più…
Sebbene sia un racconto breve, tutti i personaggi e le storie inerenti alla trama sono narrate uno stile magistrale e stupendo, senza lasciale vuoti e storie inconcluse. La lettura del romanzo è molto scorrevole e veloce, e la sua brevità ti spinge da un lato a consumarlo velocemente ma dall’altro ti rallenta poiché vorresti poterlo assaporare all’infinito.
Sebbene sia un racconto breve, tutti i personaggi e le storie inerenti alla trama sono narrate uno stile magistrale e stupendo, senza lasciale vuoti e storie inconcluse. La lettura del romanzo è molto scorrevole e veloce, e la sua brevità ti spinge da un lato a consumarlo velocemente ma dall’altro ti rallenta poiché vorresti poterlo assaporare all’infinito.
Bianca Rita Cataldi è nata nel 1992 a Bari, dove frequenta la facoltà di Lettere e studia pianoforte in conservatorio. Finalista al Premio Campiello giovani 2009, ha esordito nel 2011 con il romanzo “Il fiume scorre in te” (Booksprint Edizioni). “Waiting Room”, finalista della II edizione del premio Villa Torlonia, è il suo secondo romanzo.
venerdì 2 gennaio 2015
Recensione "Big Hero 6"
"You have sustained no injuries.
However, your hormone and neurotransmitter
levels indicate
that you are experiencing mood swings,
common in adolescence. Diagnosis: puberty."
Baymax
E finalmente anche quest’anno,
per Natale mi sono concesso, anzi mi hanno regalato un biglietto per il cinema,
e il mio primo pensiero è stato: “Andiamo a vedere Big Hero 6!”. Onestamente
ero un po’ scettico, visto soprattutto il trailer, e il fatto che fosse tratto
da un fumetto, ma in realtà la storia e i personaggi mi hanno sorpreso
tantissimo, e sono rimasto letteralmente a bocca aperta.
Big Hero 6
- Chris Williams
Disney
★★★ ★
La storia si svolge nella tecnologica città di San Fransokyo dove vivo i
due fratelli Hiro Hamada, e Tadashi. Sia Tadashi che Hiro sono
due ragazzi geniali, che amano costruire nuove tecnologie e nuovi robot. Una
delle ultime creazioni di Tadashi, è Baymax, un robot infermiere che
analizza e cura le persone, mentre Hiro si diletta creare i Microdot, piccoli
Geomag che grazie all’impulsi celebrali di chi li comanda riescono a creare
qualsiasi forma e a fare qualsiasi cosa. La morte di Tadashi, in un incendio doloso, porterà il piccolo
Hiro verso lo sconforto, e quando scoprirà che tutto ciò che è successo è colpa
di qualcuno, cercherà vendetta per il fratello. Come spesso accade i classici Disney danno la possibilità ai più piccoli di poter imparare sempre qualcosa, sia a livello familiare che a livello di amicizia, e anche in questo nuovo classico, la casa produttrice non si smentisce, tanto da portare lo spettatore a comprendere quando possa essere forte l’amore per un fratello e il desiderio di vendetta, forse troppo cruenta, che si placherà grazie all’aiuto degli amici sempre e comunque presenti, che fanno da grillo parlante. Molto interessante, sotto il profilo critico è sicurmante il rapporto che instaura tra Hiro e Baymax, che pian piano riescono ad interagire e a far coincidere i loro interessi. L'essere robot di Baymax, non condizionerà per niente la sua morale, o meglio la morale che gli ha impiantato Tadashi, quando lo ha costruito, poichè riuscirà ad essere un punto fermo, e un vero amico per il piccolo Hiro. I co-protagonisti, o meglio gli aiutanti del protagonista, soprattutto in questa storia non hanno molto spazio, a parte l'interagire e l'aiutare il ragazzo.
sabato 13 dicembre 2014
Il Diario di Jacopo - Lui
Caro diario, mi ritrovo qui a scrivere dopo molti anni di assenza tra le tue pagine. Per la prima volta dopo i tempi del liceo, ricomincio a scrivere sulla carta e non su un foglio elettronico che poi verrà pubblicato in qualche blog. Sono all’ultimo anno di liceo, e oggi, durante la giornata di orientamento in facoltà ho conosciuto un ragazzo stupendo. Si chiama Alberto. È un tipo veramente simpatico alla mano, ma soprattutto affascinante, è stato una delle poche persone che è riuscita a guardarmi dentro senza forzarmi e senza invadenza. È un tipo veramente simpatico, anzi simpaticissimo e sicuramente gay. Me ne sono accorto da come mi guardava e soprattutto da come mi ha trattato. Però è simpatico, non è il classico ragazzo gay clichè, ma una persona normale, come me del resto. Già come me, soprattutto perché sei tu l’unico mio vero confidente che conosce questo segreto. Per fortuna sono riuscito ad avere il suo numero, anzi me lo ha praticamente memorizzato sul cellulare, e mi ha promesso che non tarderà a farsi sentire. Nell’attesa, mi rilasso con una canzone di Kylie Minogue, mentre preparo la cartella per domani e riordino la mia stanza.
P.s. ti allego la carta della gomma che oggi mi ha offeto.
Tuo J.
martedì 9 dicembre 2014
Back In Bussiness... I'm Alive
E si ritorna pian piano a vivere, dopo un breve, e intenso periodo di oblio nel quale non ho fatto altro che riflettere e pensare ai miei errori. Finalmente oggi mi ritrovo qui, per poter scrivere e lasciare ancora una volta un’impronta sul mio blog. E’ stato un periodo abbastanza difficile nel quale mi sono ritrovato a dover affrontare diverse problematiche famigliari e personali. Ho deciso, anzi ho capito, che per molto tempo avevo regalato tutte le mie energie agli altri, mentre relegavo i miei momenti quando ero allo stremo delle forze e non potevo preoccuparmi di me stesso. Finalmente ho capito, amaramente, questa lezione e ora sono pronto ad andare avanti per poter continuare nel mio viaggio attraverso la scrittura, la lettura e attraverso questo blog. P.s. Vi lascio questa canzone che mi ha ispirato parecchio...
domenica 7 dicembre 2014
La viglia dell'Immacolata in casa, panzerotti artigianali. Vietato comprarli già fatti
E finalmente siamo arrivati alla vigilia dell'Immacolata. Un gran
bel momento per riunire tutta la famiglia, prima del Natale. Solitamente in
questi giorni si iniziano a preparare le decorazioni di Natale, ma molti lo
hanno già fatto. Questo post sarà un po’ insolito in quanto parlerò, anzi scriverò
una delle miei ricette e dei miei piatti preferiti, roba che se non mi va bene
la carriera da scrittore sarò Benedetto Parodi su Real Time il prossimo anno.
Da bravo pugliese e soprattutto barese oggi consiglio ai miei cari lettori di
preparare la consueta panzerottata e di riunirci tutti attorno ad un tavolo e
mangiare come se non ci fosse un domani. Prima di lasciarvi vi do qualche
piccolo trucco o regola di chi bazzica nel mestiere da qualche anno. ![]() |
| Non sono i miei, ma più o meno ci siamo |
Occorrente per una buona panzerottata
della vigilia.
1kg di farina 00
1/2 litro di acqua
1 lievito, meglio ancora se è lievito
madre
4 cucchiaini di olio
4 cucchiaini di sale
2 cucchiaini di zucchero
Lavorare tutto l'impasto finché non
risulterà liscio e compatto, e staccare delle piccole palline. Lasciatele
crescere per qualche ora, più lievita meglio è ;).
Nel frattempo preparate l'impasto per il
ripieno che può essere composto da: Mozzarella e pomodoro, Carne tritata, Rape
stufate o qualsiasi cosa vogliate metterci dentro e poi divertitevi a sporcare
tutta la cucina con la frittura.
P.S. non vale festeggiare la vigilia
comprando i panzerotti dalle pizzerie eh.
lunedì 27 ottobre 2014
Recensione. "La Solitudine dei Numeri Primi" di Paolo Giordano
Per puro caso, mentre rimettevo
in ordine la mia libreria, ho ritrovato questo romanzo acquistato quattro,
cinque anni fa: La solitudine dei numeri primi. Così, preso dalla voglia di
leggere qualcosa di nuovo di diverso e contemporaneo mi sono avventurato in
questo libro.
Paolo Giordano
Mondadori
★★★
La storyline principale è molto
bella e accattivante, forse a tratti un po’ scontata, come il fatto che i due
protagonisti si sarebbero incontrati nella scuola e fuori. Alice ha sempre
avuto problemi di anoressia e ha una grossa cicatrice, morale e fisica che la
segna e la fa sentire a disagio costantemente, mentre Mattia, il
co-protagonista ha un passato difficile alle spalle che continua a perseguitarlo.
Sua sorella Michela, a causa di una sua distrazione quando era piccolo,
scomparve e questo ha causato in lui una profonda ferita che lo porta
continuamente a tagliarsi le vene. Il romanzo si articola, inizialmente su due
linee temporali e spaziali distinte, che pian piano si incontrano nella parte
centrale della storia per poi diversi nuovamente quando destini dei due
protagonisti, li porteranno ancora una volta su strade diverse. Per quanto sia
stato uno romanzo che ha avuto molto successo e un seguito abbastanza forte sia
a livello mediatico che cinematografico, non mi ha entusiasmato tanto, poiché
ho ritrovato alcune parti molto lente e noiose, sebbene fossero tutte ben
concepite e strutturate per rendere la trama più veritiera e avvincente. La
scelta del titolo, come spiegato dall’autore e dall’editore, è affidata al a
fatto che Mattia ha deciso di assegnare a lui e ad Alice i due numeri primi che
rappresentano la loro essenza.
Paolo Giordano (Torino, 19
dicembre 1982)
è uno scrittore italiano.
Nel 2008 ha vinto il premio
Strega con
il suo primo romanzo, La
solitudine dei numeri primi.
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