domenica 28 settembre 2014
Ho un problema di fondo con i libri
![]() |
| Il mistero dei libri |
Mi sono sempre posto una
domanda: come scelgo le mie letture, cosa mi spinge a dire: si è
questo il libro che devi continuare, no quello abbandonalo?
E' una domanda a cui trovo
difficile rispondere, soprattutto se penso che non ho letto molto, ma
abbastanza, per poter giudicare un testo. Sta di fatto che a volte,
anche se un autore è sinonimo di garanza, mi ritrovo a scaraventare
una pio di libri infondo alla mia libreria.
Adoro Italo Calvino, e
pian piano sto iniziando a collezionare e a leggere tutte le sue
opere. Ho letto con piacere Il castello dei destini incrociati,
Lezioni Americane, Le città invisibili, più estratti vari ed
eventuali alla Feltrinelli, ma c'è proprio uno che non riesce
proprio a piacermi: Se una notte d'inverno un viaggiatore.
Ho un problema di fondo
con questo libro, ma purtroppo non riesco a capire qual'è. C'è
qualcosa che mi blocca nella lettura e che continua a dire al mio
cervello: “ ma non ti decidi a scaraventarlo dalla finestra?”
Onestamente l' ho fatto e
poi mi sono sentito in colpa per Calvino e per la mia cultura
personale, ma non potevo farci niente, il libro non mi piaceva per
niente e non riuscivo a farmelo scendere proprio, ma mi è rimasto
sempre e comunque quel quesito iniziale... Perchè devo abbandonare
proprio quello?
Colleghi lettori e
scrittori: aiutatemi e cercate di darmi una risposta.
giovedì 25 settembre 2014
Recensione. "Si alza il Vento" di Hayao Miyazaki
"S’alza il vento, bisogna tentar di vivere"
Paul Valéry
Dopo aver scritto qualche recensione dei libri mi sono detto:" Perchè non provare con i film?", e finalmente eccola qui. Mi sento un recensore tutto fare ultimanete, quindi seguento la citazione che è in testa al post ho pensato: sfrutto questo vento che mi spinge a volare e a creare, per elevarmi sempre di più in questo spazio digitale pieno di blog e siti.
Si alza il Vento
Hayao Miyazaki
Studio Ghibli
★★★
Si alza il vento è l'ultimo capolavoro di Hayao Miyazaki per
lo studio Ghibli. La storia narra
l'incontro e l'amore tra due ragazzi Jirō e Nahoko, due giovani che
si conoscono casualmente su un treno, e dopo quasi dieci anni si
rincontrano ancora per caso su una collina, quando una follata di
vento fa volare l'ombrello che usava la ragazza per proteggersi dal
sole. Jirō non si ricorda di Nahoko e del loro incontro, mentre lei
si. Dopo un breve momento di imbarazzo iniziale, i due ragazzi
capiscono che tra loro sta nascendo qualcosa, e intraprendono una
relazione ostacolata però dal lavoro di Jirō come progettista e
dalla tubercolosi che affligge Nahoko. Nonostante ciò, grazie alla
sua ragazza, che in seguito diventerà sua moglie, e grazie anche
alla sua tenacia, il ragazzo riuscirà a realizzare il suo sogno.
Accanto a questa trama, incentrata sulla storia d'amore, si sviluppa
la storia di Jirō, che sin da bambino insegue il sogno di voler
diventare un progettista di aerei.
Il film, ad un primo
impatto può risultare lungo, pesante ed estenuante, considerando che
è un film d'animazione, ma se ci si approccia alla visione secondo la
filosofia giapponese, e conoscendo lo stile dello Studi Ghibli, si
possono trovare molte chiavi di lettura interessanti sotto diversi
aspetti.
I disegni sono fatti
a mano e impeccabili in ogni singolo dettaglio, dai lacci delle
scarpe fino alla rifinitura del kimono di Nahoko.
Anche la colonna sonora è prodotta in modo magistrale e il sonoro, e
a differenza di tutti i film di animazione moderni, ha una ripresa in
mono, in modo da esaltare solo i suoni scelti dal regista, come da
lui stesso dichiarato.
martedì 23 settembre 2014
Recensione "Percy Jackson e gli Dei dell`Olimpo - Il ladro di Fulmini" di Rick Riordan
Dopo la lettura di
qualche ebook, sono ritornato sulla carta stampata, e mi sono deciso
ad iniziare la saga di Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo.
Ero abbastanza
scettico e prevenuto su questo libro, soprattutto perchè pensavo
fosse il classico fantasy per bambini in fase di crescita, ma mi sono
ricreduto, in quanto mi sono trovato davanti un vero e proprio
romanzo di formazione in tutti i sensi.
Rick Riordan
Oscar Mondadori
★★★★★
Percy Jackson, è un
ragazzino, che di anno in anno, cambia scuola poiché ne combina
sempre una, a causa del suo essere iperattivo,e non riesce ad
ottenere otimi risultati soprattutto per la sua dislessia. Non sa
però che questi sono i sintomi dalla sua natura da semi dio; mezzo
uomo e mezzo dio, un po' come Ercole. Nel corso del romanzo il
giovane scoprirà la verità e senza nemmeno avere la possibilità
di imparare a gestire i suoi poteri e le sue abilità, partirà in
missione, per cercare la folgore di Zeus, il fulmine primordiale, che
qualcuno ha rubato dal monte Olimpo. Assieme a lui ci saranno
Annabeth e Grover, la prima semi dio figlia di Atene, mentre il
secondo è un satiro, che ha il compito di proteggerlo e di seguirlo
nelle missioni.
La trama del romanzo
è ben delineata, strutturata e coerente, e riesce a condurre il
lettore, specie il lettore detective come me, piano piano verso la
soluzione del mistero che avvolge il romanzo; ovviamente non sono
esclusi i colpi di scena e gli stravolgimenti che rendo la storia più
interessante e accattivante.
Il punto forte di
questa saga è certamente l'aver riportato il mondo degli dei
dell'antica Grecia ai tempi nostri, mostrando come, nonostante siano
passati duemila anni, anche gli dei commettono sempre gli stessi
errori, andandosene a zonzo e generando figli, e litigando
costantemente.
Richard Russell "Rick" Riordan jr è
è uno scrittore statunitense.Dopo aver insegnato inglese e storia,
si dedica a tempo pieno alla scrittura. Diventa noto con la saga
Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo. Tra le altre saghe
ricordiamo The Kane Chronicles e Eroi dell'Olimpo.
lunedì 22 settembre 2014
Guardare i Telefilm è Arte
![]() |
| Più o meno uno dei miei stati quando guardo la TV |
Settembre e si ricomincia
a lavorare, anzi ho mai smesso di farlo? Ormai sono 4 anni che mi
chiedo se mi sono mai preso delle ferie dal mio hobby: guardare le
serie tivvù.
Per molti guardare un
telefilm è un semplice passatempo, e c'è chi si riduce ad uno o
due, al massimo tre, giusto per avere qualcosa da fare. Io invece ho
un bel malloppo che dovrò portarmi dietro per tutto l'autunno
l'inverno e la primavera
Il mio problema, anzi il
mio lavoro, non è tanto guardare le serie, ma leggere tra le righe,
analizzare gli attori, i personaggi e le storie che li contornano.
Guardare una serie è
un'arte che si affina con il tempo e con l'esperienza. Sono un po'
saccente, ma a volte mi stupisco dell'ignoranza di chi guarda le
serie TV.
“Beh dai è un prodotto
abbastanza valido c'è la firma di Tom Verica e Shonda Rhimes” e la
gente ti guarda tipo O.o come se stessi parlando di fisica nucleare.
Cavolo, penso io e che vi
spacciata a fare per divoratori di serie, quando poi se si entra nel
merito, e non sapete nemmeno di cosa si parli?
Ok, quello di sopra era
uno sfogo, forse rivolto a qualche persona che gira attorno a me,
meglio se ora ritorno a scrivere qualcosa che mi compete di più.
Il mese di settembre e il
mio imminente lavoro che sarà quello di recensore e redattore sui
SerieTVAddicted e Il mio Comodino è pieno di Telefilm
Buon lavoro a me.
lunedì 15 settembre 2014
Classiche giornate di settembre
Alzi gli occhi al cielo e ti ritrovi la perfetta giornata di settembre che quasi sempre descrivi nei tuoi libri e nei tuoi racconti. Il vento che ti accarezza la pelle, il sole che bacia la tua fronte e il tepore che ti avvolge lentamente lasciandoti una sensazione di fresco, ma con un tocco di calore. É la classica giornata che tutti aspettano, e alzando la testa al cielo, mentre hanno nelle orecchie la prima canzone a riproduzione casuale, immaginano i nuovi propositi per il buco anno scolastico e accademico, mentre alle loro spalle iniziano a cadere le prime foglie
venerdì 12 settembre 2014
Undress By The Past
![]() |
| Alla fine dai, siamo cresciuti... |
Ma alla fine, non so nemmeno io cosa
dire, scrivere o fare in questo momento, perchè la mia mente è
vuota, paralizzata, senza una possibilità di reagire. C'è solo una
certezza: non mi trovo davanti a nessun bivio,e continuerò per la
mia strada.
Mi sento come nel finale di streghe,
quando Phoebe inizia a scrivere la loro storia nel libro delle ombre.
Mi trovo a dover fare un resoconto e un
bilancio della mia vita.
Onestamente: si chiude in positivo.
Mi sono liberato di una grossissima
zavorra e l ho scaricata nei sotterranei della mia vita per sempre.
Ci vuole molto tempo per capire, per
comprendere, per raccogliere i pezzi e metterli tutti insieme, ma
alla fine i risultati si ottengono.
Non so se è l'influenza del romanzo
che sto leggendo in questi giorni, ma mi sento come un Dio Greco, con
una tunica bianca, pronto a scendere in battaglia.
Atena, Zeus, Era, Ares, Nettuno... Un
po' tutti e un po' nessuno.
Ho solo una certezza in questo momento:
sto...
Beh a breve lo scoprirete.
giovedì 11 settembre 2014
Recensione. "Destino di un amore" di Linda Bertasi
Ho trovato questo
fantastico libro, per caso, mentre giravo sul profilo di una mia
collega, e dopo averlo visto in offerta su Amazon, ho deciso di
acquistarlo.
E' il primo romanzo
rosa che ho letto fino ad oggi, e devo dire, che mi ha letteralmente sorpreso.
Destino di un Amore
Linda Bertasi
Amazon Edition
★★★★
Le vicende di "Destino di
un amore", si svolgono tra Parigi, Ferrara, e Milano, tre splendide
città che nonostante la loro grandezza, riescono a fare incontrare e
rincontrare, sempre e comunque i due protagonisti. In questo romanzo,
come dice il titolo stesso, e proprio il destino che gioca con i due
protagonisti spingendoli sempre e comunque nella stessa direzione, nonostante provengano da due strati sociali diversi.
I protagonisti sono Philippe e Francesca, due ragazzi che casualmente si incontrano a Parigi. Lei è in viaggio con le sue amiche, mentre lui vive lì con la sua famiglia. Tra coincidenze, incontri casuali, e baci rubati, i due ragazzi inizieranno la loro storia d'amore; ma come sempre c'è di mezzo il destino...
L'autrice, che all'epoca
era al suo primo romanzo, è stata in grado di plasmare, e dare vita
a personaggi, quasi reali, a volte palpabili, e così vicini al
lettore, tanto da indurlo a pensare che ogni singola scena si stia
svolgendo davanti ai suoi occhi.
Lo stile del romanzo è
accattivante e incalzante, e spinge il lettore, pagina dopo pagina ad
andare avanti fino alla fine.
Linada Bertasi nasce nel 1978.
Appassionata di storia e letteratura inglese, sviluppa sin dalla tenera età una spiccata predisposizione per le materie umanistiche.
Scrive sotto pseudonimo sul sito Scrittori Emergenti e, qui, una delle sue poesie Un bel paio di scarpe viene utilizzata dal coreografo Rossi in una rappresentazione teatrale.
lunedì 8 settembre 2014
Tradito da un'amica
![]() |
| Gli scherzi degli amici |
Arrivi in un momento della
tua vita, e guardando con occhio malinconico al passato, ti ritrovi
con un pugno di sabbia in mano.
Guardano il tuo presente,
e rapportandolo al passato, ti accorgi che tutto quello che avevi
immaginato, o che credevi fosse reale, in realtà era solo una brutta
illusione.
Cresci, ridi, piangi,
soffri, corri e condividi, attimi e giornate con qualcuno. Poi con un
battito di ciglia tutto scompare.
Pensavi di essere la
persona che la ascoltava, che la capiva, e che c'era sempre per lei,
e poi quando hai bisogno ti ritrovi abbandonato, da solo in una buia
strada di campagna, a metà tra l'amicizia e la falsità.
Ho sbagliato io a credere
o hai sbagliato tu ad illudermi?
sabato 6 settembre 2014
Autocritica con analisi
![]() |
| Autocritica con analisi |
Mi sono chiamato lo
scrittore schizofrenico, ho scelto io questo nome, e onestamente non
mi pento di niente. Ma mi domando: E' mai possibile che io non riesca
a scrivere?
Ho iniziato, a lavorare su
qualcosina, ma il mio problema è scrivo scrivo e scrivo. Ma come
scrivo? Scrivo bene? In modo fluido e incalzante, o sono piatto come
l'elettrocardiogramma di una persona che ha appena esalato il suo
ultimo respiro?
Mi interrogo sempre sulle
mie scelte e sul mio modo di fare. Sono sempre autocritico, e mi
rimetto sempre e comunque in discussione, anche se a volte so di
avere ragione. Chissà forse è proprio questo che mi blocca e non mi
permette di andare avanti.
Iscriviti a:
Commenti
(
Atom
)








